Associazione Amici del
Cane onlus
Iscrizione Albo Regionale Sicilia: n.14 sez.B decreto 2133 del
19/11/2003
Tel.392.9621580 – Fax 090.672254
e-mail del 05 aprile 2009
Oggetto: Deportazione cani randagi.
Mi rivolgo a tutti i
destinatari nella mia qualità di presidente dell'Associazione Amici del
Cane onlus di Messina, con l'auspicio che si smetta di adottare verso i
cani randagi misure disumane, sproporzionate e spesso illegali che nulla
hanno a che vedere con sane e consapevoli azioni atte a mettere in moto
sollecitamente tutte le Istituzioni preposte ad attuare quanto le leggi
prescrivono per raggiungere il controllo del randagismo, problema
incoscientemente sottovalutato.
Per quanto in oggetto è da più di un anno che la nostra Associazione,
inascoltata, diffida i Comuni Siciliani a praticare la deportazione in
massa dei randagi in altre province o, peggio, in altre regioni
esortandoli al rispetto della L.R. 15/2000 ed a non sprecare il denaro
pubblico.
E’ noto che, come disposto dalla legge quadro 281/91, ogni Regione ha
emanato una propria legge adeguata ai principi della stessa ed adottato
un programma regionale per la prevenzione del randagismo secondo le
proprie esigenze territoriali ed i propri criteri.
Alla diversità dei criteri è dovuto il fatto che le L.R. poco hanno in
comune fra loro specialmente per quello che riguarda i diritti degli
animali di affezione.
La legge della Regione Sicilia è gradita ai siciliani. Nessun articolo
consente la possibilità di mandare i propri cani in canili di altre
province o regioni ed è sufficientemente vicina al rispetto del punto a)
dell’art. 5 della carta dei diritti degli animali:
(a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente
nell'ambiente dell' uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il
ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua
specie;
Il principio cardine della normativa è che Comuni, USL e
Associazioni animaliste insieme provvedano, nel loro territorio, alla
cura degli animali al fine di prevenire il randagismo.
Trasferirli in altre regioni, magari a mille chilometri di distanza,
significa solo eludere lo spirito della legge e consentire ai comuni di
liberarsi di un problema anziché di affrontarlo e risolverlo.
In forza di questo illegale e balordo criterio sono sorti Canili
Deposito che ospitano migliaia di cani randagi che, come è ovvio,
non possono che essere tenuti in gabbia sino alla loro morte.
Tutto questo le Associazioni animaliste non lo possono tollerare.
Ritengo quindi che le Associazioni animaliste Oipa Italia, LAV, ENPA,
LNDC, LIDA e tutte quelle che vogliono partecipare, debbano impedire
queste deportazioni di massa e farsi carico di obbligare le
amministrazioni pubbliche al rispetto della legge non consentendo loro
di eludere il problema con i sistemi barbari sopra denunziati.
Messina, 04 aprile 2009
Associazione Amici del
Cane onlus
Il presidente
Caterina Arcovito
Allegato 1:
RICORDIAMO CHE:
I°) Il cane è un animale d'affezione, così definito per
le elevate capacità socio-cognitive e comunicative e una forte
predisposizione a cooperare con l'uomo ed a formare legami sociali
intensi e durevoli.
I°) La Dichiarazione universale dei diritti dell'animale, redatta dalla
Lega internazionale dei diritti dell'animale, è stata presentata a
Bruxelles il 26 gennaio1978 e sottoscritta
da personalità del mondo filosofico,
giuridico e scientifico;
Successivamente è stata
proclamata a Parigi presso la sede dell'UNESCO, il 15 ottobre 1978.
I°) La carta dei diritti degli animali (allegata) all'art. 5 recita che:
a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente
nell'ambiente dell' uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il
ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua
specie;
b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta
dall'uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.
I°) IL TRATTATO DELL’ UNIONE EUROPEA (Nuovo articolo 13 della parte
II del Trattato) firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 dai 27 Paesi
dell'Unione Europea, fra le molteplici novità migliorative dal punto di
vita sociale, riconosce giuridicamente come esseri senzienti
(dotati di sensibilità) gli animali e gli Stati nazionali dovranno
tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere.
Il trattato è entrato in vigore il 1° gennaio 2009, non vincola nessun
Paese ad una precisa legislazione, ma da loro una direttiva da seguire.
Associazione Amici del Cane onlus – Messina - info@siciliamicidelcane.it
07.12.2006: Il TAR di Catania ha sospeso
il provvedimento del Sindaco di Lipari (Messina) con il quale i
randagi venivano accalappiati e trasportati in Calabria da una ditta
privata.
Il provvedimento è stato assunto dal TAR Catania accogliendo il ricorso
dell’Associazione animalista Eolo a Quattro Zampe Onlus in
collaborazione con l’Associazione Amici del Cane Onlus.
REALTA’ DEL MESSINESE
Anche se ancora distanti dal
“risolvere” il problema del randagismo sono particolarmente
La collaborazione fra Istituzioni,
Associazioni animaliste e Cittadini, nata da civili confronti
Le difficoltà e le fatiche sono tante e da
parte di tutti, così come sono tante le sofferenze di molti
Irrisolto al momento il problema del canile
rifugio che, ospitato in un vecchio forte e gestito, con grande cura dei
cani ricoverati, dalla sezione della L.N.D.C., è logisticamente infelice ed
in grande difficoltà per i continui ritardi del Comune ad erogare le rette.
Della nostra Provincia, molto estesa (108
Comuni), possiamo seguire varie iniziative volte ad arginare il problema; I
Sindaci di Trapani, Barcellona, Oliveri e Milazzo, Siracusa e Caltagirone,
interpellando e coinvolgendo le Associazioni, dimostrano di volerlo
affrontare con serietà e nel rispetto della legge.
Altri Sindaci hanno preso iniziative molto dubbie, al vaglio delle
Associazioni.
Nella certezza che questo Convegno possa
essere un buon veicolo d’informazione, desidero lanciare un messaggio a
tutti i Sindaci in generale e dei nostri 108 Comuni in particolare:
Nel numero sta la forza, i limitrofi si organizzino in consorzio e, con poca
spesa per ognuno, costruiscano un canile sanitario (si potrebbe arrivare a
4) mettendolo a disposizione della AUSL
I risultati, mantenendo intenti e comportamenti univoci, saranno
sorprendenti.
2006 Caterina Arcovito n.q.